Interventi
30 March 2022

Patto per Napoli – De Vincenti: ora il Comune deve fare la sua parte

Emanuele Imperiali “L’impegno serio dello Stato centrale si fa carico di consentire a Napoli di non essere schiacciata dal debito contratto dal Comune negli anni passati”. Il giudizio di Claudio De Vincenti, ex ministro e animatore dell’associazione culturale meridionalista Merita, è molto netto. Professore, il Governo investirà in quest’operazione un miliardo e 231 milioni di

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Emanuele Imperiali
“L’impegno serio dello Stato centrale si fa carico di consentire a Napoli di non essere
schiacciata dal debito contratto dal Comune negli anni passati”.

Il giudizio di Claudio De Vincenti, ex ministro e animatore dell’associazione
culturale meridionalista Merita, è molto netto.

Professore, il Governo investirà in quest’operazione un miliardo e 231 milioni di
qui al 2042. Lo definirebbe un salvataggio?

“E’ un gesto di solidarietà nazionale che consentirà al Comune di svolgere la sua
azione amministrativa e realizzare gli investimenti del Pnrr, ma anche quelli
finanziati dai fondi europei e dal Fondo Sviluppo Coesione, definiti e in parte già
attuati col Patto del 2016. Si evita così che la vita amministrativa di Napoli venga
schiacciata dal macigno del debito, riconoscendole il ruolo di grande città italiana che
deve essere protagonista dello sviluppo”.
Però anche il Comune deve fare la sua parte impegnandosi in prima persona.
“Ed è giusto così. Lo Stato ha posto al Comune condizioni concrete per uscire dalle
inefficienze della cattiva gestione del passato. Il Patto pone alcuni obiettivi che
condizioneranno l’erogazione delle varie tranche: i principali mi sembrano una più
efficace riscossione, la valorizzazione del patrimonio municipale, una
razionalizzazione delle Partecipate per offrire buoni servizi ai cittadini”.

Perché tra i tanti posti dal Patto firmato ieri punta soprattutto su questi tre
obiettivi?

“Perché è un dato di fatto che il Comune non abbia mai saputo riscuotere crediti
pregressi. Così come l’enorme patrimonio municipale deve essere gestito in modo
tale da diventare fruttifero per il bene comune. Infine, rendere efficiente il
funzionamento delle Partecipate, anche, e questo mi sembra molto interessante,
costruendo intese societarie con altre aziende pubbliche statali e locali. Vuol dire
favorire le necessarie iniezioni di imprenditorialità pubblica, facendo leva su
esperienze significative in tal senso, non solo a livello italiano ma anche tra le grandi
utilities”.

Il premier Draghi ha detto che questa è la strada giusta per far diventare Napoli
protagonista del Pnrr. In concreto che cosa vuol dire?

“Vuol dire che ora il Comune potrà e dovrà fare fino in fondo la propria parte,
amministrando una città moderna che sappia essere tra le protagoniste dello sviluppo
nazionale. Napoli e il Mezzogiorno hanno i numeri per diventare motori della crescita
italiana e possono imprimere una svolta decisiva in questa direzione, purchè ci si
muova, come lo stesso presidente del Consiglio ha ricordato, al di fuori di una logica
puramente rivendicazionista. Mettendo in campo le capacità della società civile, del
mondo del lavoro, dell’industria, delle professioni, dell’Università. dei segmenti
dell’innovazione e della ricerca che ci sono e sono importanti”.

Come legge la durata ventennale del Patto, una scelta che va ben al di là del
governo Draghi e della giunta Manfredi?

“Vuol dire che si è scommesso seriamente sul futuro della città. Peraltro, mi permetta
di dire che è la logica di azione giusta, che dovrebbe essere prevalente sempre
nell’azione amministrativa a livello di un Comune, di una Regione e naturalmente
dello Stato centrale. Ricordo che nel 2018 il governo nazionale che subentrò al
precedente avrebbe voluto cancellare gran parte di quello che era stato fatto prima.
Non ci riuscì. Ma ciò dimostra che è essenziale garantire la continuità amministrativa,
pur salvaguardando la specificità politica che ciascun esecutivo tende giustamente a
rivendicare”.

In definitiva, si tratta di una scelta corretta ragionare in un’ottica ventennale
per risanare i conti di una grande metropoli che più volte ha corso il rischio di
precipitare nel dissesto finanziario?

“Questo Patto per Napoli testimonia nei fatti che il governo presieduto da Draghi e la
giunta guidata da Manfredi sono perfettamente consapevoli che i problemi della
maggiore città del Mezzogiorno non si affrontano con un’ottica di breve periodo ma
guardando e agendo sul lungo termine. Cominciando fin da oggi a costruire un futuro,
il che richiede un paziente lavoro e molto tempo”.

Intervista a Claudio De Vincenti su il Corriere del Mezzogiorno del 30 marzo 2022

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